martedì 12 marzo 2013

Suonare e cantare gli organi


LETTO ARMONICO 432 HZ: un “reset” psico-emozionale

 Presso lo studio di via Clementi 5 a Monza  e’ disponibile un nuovo strumento terapeutico, il letto armonico. Il letto armonico ha una cassa di risonanza che permette la trasmissione delle vibrazioni delle 60 corde poste sotto la sua base, che vengono suonate dal terapeuta.  Attraverso le sue vibrazioni effettua una stimolazione su diversi piani: fisico e mentale, rilassando e massaggiando il corpo dall’”interno”, provocando una vibrazione intensa e riequilibratrice delle molecole d’acqua contenute nel nostro organismo creando  uno stato di quiete e di pace. Questo stato , gia’ efficace di per se stesso, puo’ essere altresi’ utilizzato per favorire lo stato di trance all’interno del quale le suggestioni positive vengono  facilmente accettate e integrate.Questo stato di “reset” neuro fisiologico e’ utile in tutti i casi di stress, ansia,stanchezza cronica,insonnia, per “cullare” dall’interno il bambino in gravidanza,ed e’ utilizzato in molti reparti di neurologia in ospedali del nord europa  per trattare i pazienti che hanno avuto un  ictus o che hanno avuto traumi gravi con conseguenti deficit neurologici.
Il letto armonico ha 68 corde, la maggior parte delle quali e’ accordata in C(do), e alcune in G(sol), dando origine cosi’ ad un intervallo di quinta. Il terapeuta puo’ quindi,mentre suona il lettino, intonare la nota o una melodia che vibri attorno alla nota corrispondente all’organo/viscere che si vuole rivitalizzare o stimolare.
L’accordatura scelta e’ il  LA a  432Hz ,che vibra sui principi della sezione aurea PHI e unifica le proprietà della luce, tempo, spazio, materia, della gravità e del magnetismo con la biologia, il codice del DNA e della coscienza.
432Hz, l’intonazione naturale, ha profondi effetti sulla coscienza anche a livello cellulare nel nostro corpo.
Accordando gli strumenti musicali e usando il diapason a 432 hertz, invece di 440 hertz, il diapason ufficiale, gli atomi e il DNA cominciano a risuonare in armonia con la spirale PHI della natura.
Questo e' possibile grazie alla Medicina Tradizionale Cinese(MTC)  e alla teoria dei 5 elementi (terra,metallo,legno,fuoco,acqua),secondo la quale ogni loggia energetica ha delle corrispondenze ben precise per quanto riguarda le stagioni, una  coppia  organo/viscere, un colore, un emozione, una articolazione, un gruppo di denti, ecc. Tra tutte queste corrispondenze ne esistono anche con le note musicali.


“Nella Cina antica la musica era considerata l’immagine dell’ordine universale. La musica e’ interpretata come l’armonia del cielo(principio yang, maschile) e della terra(principio yin, femminile) e appartiene a regni spirituali piu’ elevati.La natura ciclica dell’universo e l’interazione yin/yang stanno alla base della teoria musicale cinese.Gia’ nel terzo secolo a.c. la musica veniva messa in relazione con l’ordine universale ed esisteva una teoria che disponeva le note in una scala calcolata aritmeticamente sulla base dell’altezza fondamentale di un flauto,in accordo con le forse dell’universo.La storia cinese narra che uno dei primi ordini impartiti  da un nuovo imperatore era la convocazione di musicisti e astronomi per ricalcolare l’altezza ( la nota) dei flauti imperiali in modo che tutta la musica eseguita durante il suo regno fosse in accordo con gli elementi della natura,, della terra e dei cieli, e che quindi garantisse la pace e l’armonia. Si riteneva infatti che il suono avesse il potere di influenzare gli animi, nel bene e nel male.. In questo contesto l’udito veniva quindi considerato strumento di perfezione e mezzo piu’ rapido di illuminazione.”(Musica per guarire,Randall Mc Clellan  ed Muzzio)
Nella numerologia tradizionale cinese DUE e’ la terra (yin) e TRE e’ il cielo(yang),e l’intervallo di QUINTA e’ percio’ quello che combina perfettamente Terra e Cielo, yin e yang.
 Le note corrispondenti alle diverse logge energetiche e quindi alle diverse coppie organo/viscere ,alla diversa emozione ,ecc, restano,traducendo il nome cinese ,le seguenti:

ELEMENTO            COPPIA ORG/VISCERE         EMOZIONE/STATO INTERNO         ALTEZZA NOTA
Terra                        Stomaco/milza/pancreas          Ossessione,pensieri ricorrenti       D(re)
Metallo                     Polmone/intestino crasso       Tristezza                                               E(mi)
Legno                       Fegato/vescica biliare               Ira, Rabbia                                             F(fa)
Fuoco                       Cuore/intestino tenue              Gioia,alti e bassi emotivi                   A(la)
Acqua                       Rene/vescica                              Paura                                                     B(si)

Considerando ciascuna altezza come un tono nuovo,si ottengono i 5 modi  musicali principali,ognuno dei quali  corrisponde ad una delle 5 stagioni (Centro, Autunno, Primavera, Estate, Inverno).
Esistevano ,come si puo’ intuire quindi melodie per ogni stagione  e per ogni mese dell’anno
Questi cinque modi (Kung, Shang, Chio, Chin e Yu) della musica antica Cinese aiutano a portare una maggior efficienza al funzionamento degli organi. Questi facilitano la circolazione regolare del "Qi" ovvero della "Forza vitale" nel corpo. Le frequenze risonanti dei cinque toni stimolano il flusso e la circolazione del "Qi" nelle varie parti del corpo corrispondenti a quella loggia energetica.
Composizioni che fanno uso dei cinque toni sono disponibili sul mercato anche oggi e le case discografiche che producono questa musica puntano molto sugli aspetti benefici di questo tipo di musica. Un'intera industria è scaturita da questa filosofia. Gli antichi Cinesi ci insegnano quindi che la musica può essere utilizzata per intervenire direttamente sul corpo per aiutare a regolare il funzionamento dei vari organi e ripristinare l'equilibrio biologico.



mercoledì 12 dicembre 2012

Seminario dal titolo: Suoni dell'Anima, l'essenza nascosta della voce


PNL META presenta il seminario:SUONI DELL'ANIMA L'essenza nascosta della voce
                                                                                                             
                                                                                                      Milano: 26-27 gennaio 2013
          
Utilizzando il modello PNL e tecniche vocali specifiche i partecipanti a questo seminario esperienziale esploreranno “l’essenza nascosta delle voce” dal punto di vista fisico, creativo ed emozionale,attivando in questo modo le proprie potenzialità  comunicative, grazie ad un lavoro intenso e profondo  sul “gesto vocale”.
E’ rivolto a professionisti della comunicazione in genere, insegnanti,oratori/formatori, medici e operatori sanitari, operatori di call center, e a coloro che, attraverso la voce, vogliono comunicare in modo efficace.
Trovare la propria tessitura vocale, nella quale la nostra voce e’ più a suo agio, facendola  diventare 
perciò un veicolo più efficace.
Superare convinzioni limitanti su di sé e sulla propria voce, permettendone così una manifestazione 
più autentica e congruente.
Migliorare l’emissione vocale adeguandola ai diversi contesti di utilizzo.
Favorire un uso della voce come mezzo espressivo del proprio Sé autentico e profondo.  

Docente:  Veronica Vismara
Trainer, Counselor PNL, esperta di Ipnosi Ericksoniana, tiene seminari e sessioni individuali dedicati 
all’uso della voce

Modalità di iscrizione al corso
Invio scheda iscrizione: fax allo 02 89 40 40 65,  e-mail —> info@pnlmeta.it 
Unitamente al pagamento del 50% del costo del seminario (per convalidare l’iscrizione), il restante 
50% entro 10 gg dalla data di inizio.
In caso di disdetta, la somma versata verrà restituita solo se comunicato max 8 gg prima dell’inizio del corso.

Altre info sul sito www.iipnl.it

venerdì 11 novembre 2011

Partire dalle parole.......non dette, Il rapporto medico-paziente in odontoiatria

Intervista sul bollettino dell'ordine dei medici n.3/2011 di Tiziana Azzani

Dopo la laurea in odontoiatria VeronicaVismara, si specializzain Omotossicologia e discipline integrate, frequenta numerosi corsi in Kinesiologia Applicata, si diploma Trainer e Counselor in Programmazione
Neuro Linguistica (PNL),e ottiene il Master Advanced in Ipnosi Eriksoniana.
È coautrice con Lorenzo Pierobon del libro “Suoni dell’anima, l’essenza nascosta della voce” (ed. Minerva), è cantante jazz (ha inciso tre CD), pratica il canto armonico e scrive liriche. Un profilo con tante sfaccettature che ruotano tutte, come in un caleidoscopio dalle mille forme colorate, attorno al paziente, alla necessità profonda di metterlo al centro della suo stato di salute e di una relazione profonda e autentica che richiede nuove competenze al medico; non solo tecnica, ma anche comunicazione.

In che modo la comunicazione è un requisito importante per l’odontoiatra moderno?

La comunicazione, non solo verbale, ma anche paraverbale, cioè attraverso l’uso della voce, e non verbale, tramite il corpo, è il primo passo per una relazione efficace tra medico e paziente, relazione che in ambito odontoiatrico può durare anche molto a lungo. È un privilegio che abbiamo noi odontoiatri rispetto ad altri colleghi medici con altre specializzazioni. Non di rado ci capita infatti di incontrare un paziente quando
è bambino; se siamo capaci di costruire un legame autentico, allora è probabile che lo seguiremo per tutta la vita e con lui anche la famiglia che lo circonda.
Per poter comunicare è necessario prima di tutto saper ascoltare. È fondamentale imparare a comprendere
il linguaggio del corpo, la gestualità, le sfumature della voce, per capire veramente quello che le persone ci
stanno chiedendo. Le persone spesso non avanzano richieste verbali esplicite, a volte non hanno le idee chiare e quindi sta a noi, aiutarle a definire i loro obiettivi. Solo se individuiamo questi aspetti, riusciamo a rispondere ai loro reali bisogni.
Pensiamo ad esempio a una prima visita. Io mi occupo soprattutto di gnatologia e spesso i pazienti giungono
nel mio studio già informati, dopo aver consultato altri colleghi. A differenza di quanto possa sembrare, non è
assolutamente il prezzo che guida la loro scelta ma la fiducia che sentono di poter riporre nel medico che si
trovano di fronte. E soprattutto al primo incontro non è solo la mia competenza quella che emerge, ma la possibilità di sentirsi accolti, capiti e soprattutto di potersi fidare. Solitamente il paziente intuisce e successivamente apprezza la mia capacità di ascolto, la mia chiarezza e la mia autenticità. Le persone
capiscono istintivamente se crediamo in quello che stiamo dicendo. È allora fondamentale imparare a essere
congruenti: congruenza tra quello che si dice verbalmente e quello che si comunica con il corpo, con i gesti, con la voce. Nei livelli più alti della gerarchia dei miei valori ci sono l’autenticità, l’equità e la congruenza e proprio per questo è difficile che un paziente non segua un mio consiglio, perché sa che quello che gli sto proponendo è la cosa migliore per lui.

Dove ha imparato e affinato le tecniche di ascolto e di comunicazione?

Lo studio dei processi comunicativi secondo il modello PNL (Programmazione Neuro Linguistica) mi ha insegnato a leggere i messaggi non consapevoli inviati della persona, verbali e non verbali e ad avere i sensi
molto vigili e recettivi per riuscire a capirla e nello stesso tempo rimandarle un messaggio coerente e in linea
con il suo modello comunicativo. Mi ha aiutato in pratica a leggere l’esperienza interna dei miei pazienti
attraverso i processi di cambiamento comportamentali. Ogni comportamento è comunicazione, anche il silenzio è comunicazione. Un soggetto che sta zitto mi comunica infatti la sua decisione di non parlare. Ogni comportamento inteso come linguaggio, movimenti oculari, variazioni della respirazione, della voce,  cambiamenti del colore della pelle- è la risultante di una serie di processi neurologici interni e pertanto
fornisce informazioni sui processi stessi. L’arrossamento del viso di un soggetto in conseguenza di un avvenimento ci indica la reazione del soggetto in relazione a quel tipo di situazione.
L’insorgenza di una fobia, ad esempio l’odontofobia, può esprimere un trauma avvenuto in un particolare contesto e la reazione fobica non è altro che il tentativo da parte dell’individuo di non ritrovarsi nella stessa situazione.

Nella comunicazione oltre al corpo anche la voce ha un ruolo fondamentale.

La voce non comunica solo concetti, ma con i suoi diversi toni e sfumature esprime le emozioni. È da tempo che studio l’uso e il ruolo della voce nei diversi contesti; la mia passione per il canto (dopo l’odontoiatria, il canto è la mia seconda passione) mi ha portato a coltivare un uso della voce anche dal punto di vista artistico e a toccare con mano l’importanza dell’intenzione che una persona mette nelle parole che dice sia quando vuole comunicare una prestazione clinica sia durante una performance artistica. La voce, attraverso tutti i parametri che possono variare, è una leva importante che uso nella comunicazione con i miei pazienti,
anche con i più piccoli.

Quale comunicazione con i più piccoli?

Con i bambini cerco una relazione intima, lasciando “fuori” i genitori. Con i genitori parlo a parte, ma quando
il piccolo è in poltrona io sono lì solo per lui, per sostenerlo, per accoglierlo.Non è difficile diventare complici, basta parlare il suo linguaggio. Per ottenere la sua fiducia bisogna sostenerlo e fargli capire che gli crediamo. In PNL si parla di “ricalco” del mondo del paziente. Se mi dice che sente male, inutile sminuire la cosa dicendo che non è possibile, magari deridendolo, perché così significa prenderlo in giro e allontanare la sua fiducia. Bisogna piuttosto accogliere quello che comunica e rispondere con dolcezza: “So che stai sentendo fastidio o dolore, hai ragione, ma tra un istante non sentirai più nulla e potremo lavorare tranquilli”. È
molto utile con i bambini utilizzare un linguaggio vago e ipnotico, mostrandosi curiosi sui loro film o cartoni preferiti ed evocando immagini in modo da spostare la loro attenzione. Hanno un inconscio molto produttivo e ricco e, se invitati, fantasticano volentieri.

L’uso della voce cantata o parlata ha anche un ruolo terapeutico. In che modo?

L’uso della voce rientra in un percorso di rieducazione funzionale del cavo orale (RFCO) per la cura delle persone che presentano abitudini viziate -morsicatura del labbro o di oggetti, onicofagia, tic nervosi, serramento e bruxismo- spesso associate ad alterazioni dell’occlusione, deglutizione atipica e respirazione orale a loro volta correlate, secondo Laura Bertelè, e secondo uno studio condotto con lei e Antonio Busato su 120 pazienti, alla presenza di scoliosi. In questi soggetti, la terapia ortodontica, anche se apparentemente può sembrare la soluzione più appropriata, è in realtà spesso da evitare almeno fino al completamento della fase evolutiva di crescita. Ovviamente non si può essere categorici con decisioni simili, ma il soggetto, qualora l’ortodonzia sia inevitabile, va seguito e monitorato di volta in volta con molta attenzione. È sempre auspicabile invece identificare un intervento finalizzato innanzitutto all’elaborazione di strategie e
comportamenti che permettano l’eliminazione delle abitudini viziate, e in secondo luogo dedicato ad
esercizi specifici per ripristinare le corrette funzioni, tra cui respirazione, deglutizione e fonazione.
Questo ovviamente vale anche per i pazienti non portatori di scoliosi, ed equivale metaforicamente a togliere
il piede dal freno prima di schiacciare l’acceleratore!
 Tornando alla voce, essa si sviluppa parallelamente alla verticalizzazione del bambino e una buona emissione vocale accompagnata da un atto fonatorio corretto aiuta a rilassare i muscoli periorali, oltre che
aggiungere una componente ludica dell’uso dello strumento primordiale che ognuno di noi ha sempre a
disposizione.

venerdì 9 settembre 2011

Letto Armonico 432 hz


LETTO ARMONICO 432 HZ: un “reset” psico-emozionale

 Presso lo studio di via Montelungo  18 a Monza  e’ disponibile un nuovo strumento terapeutico, il letto armonico. Il letto armonico ha una cassa di risonanza che permette la trasmissione delle vibrazioni delle 60 corde poste sotto la sua base, che vengono suonate dal terapeuta.  Attraverso le sue vibrazioni effettua una stimolazione su diversi piani: fisico e mentale, rilassando e massaggiando il corpo dall’”interno”, provocando una vibrazione intensa e riequilibratrice delle molecole d’acqua contenute nel nostro organismo creando  uno stato di quiete e di pace. Questo stato , gia’ efficace di per se stesso, puo’ essere altresi’ utilizzato per favorire lo stato di trance all’interno del quale le suggestioni positive vengono  facilmente accettate e integrate.
 Secondo la Medicina Tradizionale Cinese(MTC)  e la teoria dei 5 elementi (terra,metallo,legno,fuoco,acqua)ogni loggia energetica ha delle corrispondenze ben precise per quanto riguarda le stagioni, una  coppia  organo/viscere, un colore, un emozione, una articolazione, un gruppo di denti, ecc. Tra tutte queste corrispondenze ne esistono anche con le note musicali.

“Nella Cina antica la musica era considerata l’immagine dell’ordine universale. La musica e’ interpretata come l’armonia del cielo(principio yang, maschile) e della terra(principio yin, femminile) e appartiene a regni spirituali piu’ elevati.La natura ciclica dell’universo e l’interazione yin/yang stanno alla base della teoria musicale cinese.Gia’ nel terzo secolo a.c. la musica veniva messa in relazione con l’ordine universale ed esisteva una teoria che disponeva le note in una scala calcolata aritmeticamente sulla base dell’altezza fondamentale di un flauto,in accordo con le forse dell’universo.La storia cinese narra che uno dei primi ordini impartiti  da un nuovo imperatore era la convocazione di musicisti e astronomi per ricalcolare l’altezza ( la nota) dei flauti imperiali in modo che tutta la musica eseguita durante il suo regno fosse in accordo con gli elementi della natura,, della terra e dei cieli, e che quindi garantisse la pace e l’armonia. Si riteneva infatti che il suono avesse il potere di influenzare gli animi, nel bene e nel male.. In questo contesto l’udito veniva quindi considerato strumento di perfezione e mezzo piu’ rapido di illuminazione.”(Musica per guarire,Randall Mc Clellan  ed Muzzio)
Nella numerologia tradizionale cinese DUE e’ la terra (yin) e TRE e’ il cielo(yang),e l’intervallo di QUINTA e’ percio’ quello che combina perfettamente Terra e Cielo, yin e yang.
 Le note corrispondenti alle diverse logge energetiche e quindi alle diverse coppie organo/viscere ,alla diversa emozione ,ecc, restano,traducendo il nome cinese ,le seguenti:

ELEMENTO    ORG/VISCERE       STATO INTERNO           NOTA
Terra               Stomaco/milza/      Ossessione,pensieri    D(re)
                          pancreas                ricorrenti  
       
Metallo           Polm/int.cr               Tristezza                        E(mi)                                  
                        
Legno             Fegato/vescica         Ira, Rabbia                    F(fa)                  
                        biliare


Fuoco              Cuore/                       Gioia,alti e bassi          A(la)
                         intestino tenue         emotivi       


Acqua               Rene/vescica           Paura                            B(si)                                               

Considerando ciascuna altezza come un tono nuovo,si ottengono i 5 modi  musicali principali,ognuno dei quali  corrisponde ad una delle 5 stagioni (Centro, Autunno, Primavera, Estate, Inverno).
Esistevano ,come si puo’ intuire quindi melodie per ogni stagione  e per ogni mese dell’anno
Questi cinque modi (Kung, Shang, Chio, Chin e Yu) della musica antica Cinese aiutano a portare una maggior efficienza al funzionamento degli organi. Questi facilitano la circolazione regolare del "Qi" ovvero della "Forza vitale" nel corpo. Le frequenze risonanti dei cinque toni stimolano il flusso e la circolazione del "Qi" nelle varie parti del corpo corrispondenti a quella loggia energetica.
Composizioni che fanno uso dei cinque toni sono disponibili sul mercato anche oggi e le case discografiche che producono questa musica puntano molto sugli aspetti benefici di questo tipo di musica. Un'intera industria è scaturita da questa filosofia. Gli antichi Cinesi ci insegnano quindi che la musica può essere utilizzata per intervenire direttamente sul corpo per aiutare a regolare il funzionamento dei vari organi e ripristinare l'equilibrio biologico.

Il letto armonico ha 60 corde, la maggior parte delle quali e’ accordata in C(do), e alcune in G(sol), dando origine cosi’ ad un intervallo di quinta. Il terapeuta puo’ quindi,mentre suona il lettino, intonare la nota o una melodia che vibri attorno alla nota corrispondente all’organo/viscere che si vuole rivitalizzare o stimolare.Il sistema di accordatura utilizzato e’ quello del A  432 HZ.

 Il letto armonico e’ stato costruito da: http://www.colzaniharpsichords.com




domenica 24 luglio 2011

Articolo comparso su MEDICINA NATURALE: " Gravidanza, tra musicoterapia e visualizzazioni guidate"



Gravidanza, tra musicoterapia
e visualizzazioni guidate


Un supporto concreto nella difficile fase del parto, nel puerperio e nei primi anni di vita del bambino attraverso un percorso integrato di musicoterapia e ipnosi eriksoniana supportato da una supervisione ginecologica


Roberto Tognella

L’esigenza di partecipare a corsi di accompagnamento alla nascita è in continuo aumento tra le donne in gravidanza, come dimostra un’indagine ISTAT condotta su un campione di oltre 60mila famiglie italiane. Nel 2008 il 35% delle donne in stato interessante ha deciso di parteciparvi, dato in crescita rispetto al 30% registrato nel 2002. L’offerta di corsi di accompagnamento alla nascita è ormai ampia e copre l’intero territorio nazionale, corsi che sono perlopiù organizzati dalle stesse strutture sanitarie. Accanto a questa proposta, molti sono i percorsi, per alcuni versi complementari per altri “alternativi”, volti a soddisfare esigenze più particolari, spesso frutto di esperienze più o meno approfondite nelle discipline e terapie olistiche. Corsi di yoga in gravidanza, di meditazione, di canto carnatico, di bonding prenatale…

Musicoterapia e ipnosi ericksoniana
Un percorso integrato di musicoterapia e visualizzazione guidata per donne in gravidanza è quello pensato dal dottor Luciano Ghisoni, ginecologo esperto in diagnosi prenatale, direttore del Centro Medico Monterosa di Milano e consulente presso la Clinica Ostetrico Ginecologica Universitaria dell’Ospedale Sacco, insieme alla dottoressa Veronica Vismara, odontoiatra e trainer in programmazione neurolinguistica e esperta in  ipnosi ericksoniana, e a Lorenzo Pierobonmusicoterapeuta. Un percorso che è già in fase di sperimentazione con un gruppo di future mamme presso il Centro Medico Monterosa. «Lo scopo di questo approccio multidisciplinare, che coinvolge un medico ostetrico ginecologo, un musicoterapeuta e un’esperta in ipnosi e programmazione neurolinguistica», spiega il dottor Ghisoni, «è quello di proporre alle future mamme un percorso capace di aiutarle a sviluppare un clima di armonia interiore che favorisca le relazioni con il nascituro e, nello stesso tempo, di fornire delle risorse che potranno costituire un supporto concreto nella difficile fase del parto, nel puerperio e nei primi anni di vita del bambino. Un supporto concreto che oggi le future mamme ricercano, più o meno consciamente, per colmare quella sorta di vuoto che rimane nonostante la mole impressionante di informazioni che la donna è in grado di recuperare dai libri e ancor più dal web. Informazioni alle quali la futura mamma attinge in maniera a volte ossessiva per arrivare preparata al momento del parto».


Una risposta a quel senso di vuoto della donna in gravidanza
«Una ricerca», continua Ghisoni, «che nasconde, non poi così velatamente, un atteggiamento di paura nei confronti di questo evento… Seppure “super informata”, seppure la tecnica epidurale sia in grado di offrire delle ulteriori rassicurazioni, sebbene elementi medici, tecnici, diagnostici, possano garantire risposte precise e puntuali ai molti interrogativi durante la gestazione, alla donna servono altri strumenti per nutrire quelle esigenze più profonde nel corso della gravidanza. Strumenti più consoni che permettano quella discesa nella profondità dell’essere, quello spostamento dalla mente al cuore, così importante in questo momento unico della vita. La musicoterapia, le visualizzazioni guidate – supportate dalla supervisione ginecologica, atta a garantire il corretto svolgimento della gravidanza sotto il profilo medico – possono rappresentare strumenti molto validi e questo soprattutto alla luce delle molte evidenze scientifiche che supportano queste tecniche terapeutiche e che sottolineano la loro efficacia. Efficacia sulla mamma e sul feto durante la gravidanza, ma anche successivamente – grazie all’“onda lunga” che queste tecniche possono scaturire – sul neonato e sulla donna che, in quella fase delicatissima del puerperio, può dover affrontare anche la depressione post-parto».

Creare un “rivestimento sonoro prenatale”
Che il suono abbia una valenza importante nel corso della gravidanza lo confermano lavori effettuati da illustri studiosi come il professor Tomatis o da ricercatori come Sontag e Wallace. Tomatis ci dimostra che il neonato riconosce la voce della propria madre, e solo quella, filtrata in modo da simulare l’ambiente amniotico, mentre Sontag e Wallace sottolineano come la qualità dei suoni percepiti influenzi grandemente la vita prenatale. «Il genere di musica ascoltato dalla madre in fase di gravidanza è molto importante durante la vita intrauterina perché fornisce al feto una serie di sensazioni affettive. Più questa proposta musicale sarà ampia e più il feto avrà  la capacità di crearsi una sorta di “rivestimento sonoro prenatale” che diventa tutt'uno con l'ambiente nutritivo», spiega Pierobon. «D’altronde se già l’embrione è in contatto dai suoi primi istanti di sviluppo con le pulsazioni del cuore materno, con i movimenti uterini e addominali, a partire dal sesto mese, con il completo sviluppo dell’apparato uditivo, il feto sarà in grado di percepire i suoni trasmessi attraverso il liquido amniotico. Questo  è confermato anche dalle esperienze del professor Rolando Benenzon, psichiatra e musicista, che riferisce del caso di una madre molto angosciata a fine gravidanza la quale si calmava ascoltando la Madame Butterfly. L'ascolto di questa opera lirica era la sola cosa che riuscisse a calmare i pianti del bimbo dopo la nascita. La stessa esperienza è stata ripetuto dal dottor Jean Feijoo con un brano di Prokofiev tratto da Pierino e il lupo su una sua paziente. La voce della madre, del padre, la musica, i rumori esterni rappresentano quindi quell’imprinting sonoro, quell’“identità sonora gestaltica”, come la definisce il professor Benenzon, che il neonato sarà in grado di riconoscere e discriminare dopo la nascita, quel continuum che lo collegheranno al mondo intrauterino».

Dall’humming all’ascolto di un brano musicale
«Il percorso  di musicoterapia che proponiamo utilizza diverse esperienze sonore dall’ascolto di brani musicali , alle vocalizzazioni guidate ,  spontanee, improvvisate utilizzando suoni molto semplici e delicati», continua Pierobon. «Una vocalizzazione tipo l’humming, per esempio, il canto della lettera M, ha di per sé un’azione molto efficace. Questo suono ha una collocazione vibrazionale medio toracica alta e attraverso la conduzione ossea e il liquido amniotico si espande bene nell’addome. È un suono di contatto molto interessante, senza necessariamente ricorrere a mantra conosciuti, e a volte inflazionati, come l’OM! Un fonema come molti altri che possono essere creati dalla semplice unione di consonanti e vocali per trasmettere la vibrazione o l’intenzione in una determinata parte del corpo. Parlando invece di brani musicali, la scelta non deve necessariamente cadere sul repertorio classico; ogni brano è ben accetto, anche se di musica pop, purché abbia un particolare significato per la madre.Un brano capace di porla in una condizione di pace e di benessere, una musica che può rievocare un vissuto felice, un’esperienza positiva. Quindi attraverso la musica non viene veicolata soltanto una vibrazione sonora, ma anche un’emozione, che è pur sempre una vibrazione – a livello però più sottile – un’intenzione di trasmettere al nascituro un pensiero di serenità, di pace, di tranquillità. Una volta individuato il brano, il compito sarà quello di insegnare alla futura mamma come “ancorarsi” ad esso e trasmettere le sensazioni al feto, e utilizzarlo dopo la nascita  quasi  fosse un kit di pronto intervento per intervenire in  un momento di disagio e  di sofferenza del bambino».

Ancorarsi a emozioni positive
Così come il suono, anche la parola può diventare uno strumento straordinario per trasmettere pensieri positivi al bimbo.  «Nel nostro percorso, l’imprinting avviene non solo con le vocalizzazioni o l’ascolto dei brani musicali», spiega Veronica Vismara, «ma anche attraverso le parole che vengono dette, e soprattutto attraverso il pensiero che la mamma produce. L’energia psichica della madre genera emozione tanto quanto la parola. Proiettare un’immagine positiva del feto è molto importante, sviluppare la convinzione che tutto stia andando per il meglio, che il feto sia ben formato e che la natura stia compiendo al meglio il proprio corso può rappresentare un potente antidoto alla necessità continua di ricevere riscontri oggettivi attraverso l’ecografia. Durante questi incontri di visualizzazione guidata, ci serviamo dell’ipnosi ericksoniana, metodo sviluppato da Milton Erickson, psichiatra e ipnoterapeuta.Con questo metodo la visualizzazione guidata è delicata, una visualizzazione molto di processo e poco di contenuto. Si forniscono delle indicazioni verbali, alle quali le future mamme dovranno aggiungere i loro contenuti, il loro vissuto, proprio come avviene per l’ascolto di un brano musicale. L’ipnosi ericksoniana aiuta a creare quella che è una proiezione futura e ad ancorarsi ad essa. Durante gli incontri vengono proposte fantasie guidate, anche in relazione allo stadio di gravidanza, suggestioni che lo sviluppo del feto sia corretto, adeguato, che il bimbo all’interno del grembo materno sia felice. La voce, che conduce queste visualizzazioni guidate, viene quindi registrata ed è a disposizione della mamma che potrà così riascoltarla a casa ogni volta che vorrà. Questo favorisce lo sviluppo di un percorso di autorilassamento attraverso il quale la donna sarà in grado di ancorarsi allo stato positivo, indotto dalla visualizzazione guidata, e di rientrare in esso ogni volta che ne sentirà la necessità per gestire i momenti di difficoltà, anche dopo il parto, quando più intensa   sara’ la sensazione di vuoto  percepita. Vuoto emotivo, ma anche fisico, visto che anche  la madre si è dovuta separare da quel meraviglioso grembo materno che l’ha accompagnata per nove mesi della sua vita».






giovedì 31 marzo 2011

Rosso Borsieri , concerto: Jazz alle corde


Via Borsieri 16, Milano  tel 0266804597 www.rossoborsieri.it



17 APRILE H 21.30
VERONICA VISMARA    VALERIO SCRIGNOLI

Jazz alle corde: L'incontro tra le corde d'acciaio di Valerio Scrignoli e le corde vocali di Veronica Vismara. Un  interplay intenso ed originale tra due interpreti passionali e versatili, ambedue jazzisti, ma che amano  anche contaminarsi con altri generi musicali.

Valerio Scrignoli., chitarra.Suona con Giovanni Falzone nell'ambito del jazz moderno e sperimentale e collabora con diversi musicisti in formazioni che vanno dal duo all'orchestra. Dopo numerose collaborazioni, esce il suo album" Changing Trane" (2005) di  Scrignoli/Martino/Laviano, cui seguono  per Musicamorfosi " Lampi" (2008)e con Giovanni Falzone Mosche Elettriche" Around Jimi "(2010).
Veronica Vismara, voce. Dopo  chitarra classica  e musica sacra come contralto, passa al canto  jazz, che studia alla civica di Milano . Dal 2006 si dedica anche al canto armonico e alla musica contemporanea. Tre album al suo attivo, "Soul Mates" omaggio al jazz inedito italiano, "A fior di pelle" presentato al festival della poesia di Genova,e "Shakti", liriche sue su musiche del compositore Antonio Giacometti.