venerdì 30 agosto 2013


BICI COME SEI

DOMENICA 15 SETTEMBRE 2013 A MILANOANCMA – Via Antonio da Recanate n. 1 (MM Stazione Centrale) MILANOOre 9,00 – 17,30
Progetta la tua bici ideale in linea con il tuo modo di essere e di muoverti!
In apertura della settimana europea della mobilità  Hessere propone un’esperienza tutta speciale: un workshop alla scoperta di sé che ti guiderà a progettare la tua bicicletta simbolica in corrispondenza con il tuo modo di essere e di muoverti.
Un workshop esperienziale che esplora le qualità e i talenti personali, espressi in chiave simbolica e metaforica, per scoprire in che modo queste qualità plasmano l’identità e il nostro modo di muoverci. Le stesse qualità vengono utilizzate per creare motivi grafici, parole, colori, utili a progettare la tua bici ideale come simbolo della personalità e del tuo caratteristico modo di “attraversare il mondo”.
I partecipanti vengono guidati in un percorso alla conoscenza di sé e in un laboratorio creativo. Il fine è creare un’impronta personale e unica applicata alla propria bici ideale, così come unico e personale è il nostro modo di essere e di manifestarci.
E’ pensato per tutti coloro, che attraverso un’esperienza speciale vogliano progettare la bicicletta ideale, unica e speciale come unico e speciale è ognuno di noi, in un laboratorio che permette di focalizzare punti di forza e conoscenza di sé.
Costo : 80,00 a persona – agevolazioni per famiglie e gruppi
Organizzazione
L’incontro si terrà a Milano, presso la sede ANCMA, Associazione Nazionale Ciclo Motociclo e Accessori, in via Antonio da Recanate n. 1 – MM Stazione Centrale
Orari: inizio ore 9,00 presso la sede ANCMA, pausa pranzo 13-14, termine 17,30
Pranzo: autogestito
Numero partecipanti: minimo 15
Iscrizione: l’iscrizione si intende conclusa a pagamento effettuato
A iscrizione avvenuta è strettamente necessario inviare una mail per la fatturazione a  info@hessere.com con i seguenti dati:
Nome e data del corso come indicazione all’oggetto
Nome e Cognome del/dei partecipante/i
Indirizzo
Codice fiscale
Data di nascita
Telefono
E-mail
Pagamento tramite bonifico Bancario:
Intesa SanPaolo Ag. Via Mattonaia – Firenze
IBAN  IT 81 L  06160 02897 000000124843
Causale: Vostro nome e cognome – Nome corso e data
Prezzo: 80€

Per informazioni e iscrizioni:info@hessere.comTel. 055.2001033 - Fax. 055.2008322



mercoledì 17 aprile 2013

Cosa possiamo capire sulla salute dei nostri figli osservando la loro bocca?

http://bit.ly/12iIqJ8

DAILY LAB radio 24
Postato da Nicoletta Carbone


Per prima cosa cominciamo a notare ad esempio se tengono abitualmente la bocca aperta o chiusa. In pratica se usano la bocca invece del naso per respirare. In momenti di difficoltà, durante uno sforzo aerobico intenso o semplicemente quando si ha una chiusura momentanea delle vie nasali (raffreddore), questo meccanismo alternativo può essere accettato. Il problema diventa più importante quando respirare con la bocca invece che con il naso e’ una abitudine costante. Esiste un’espressione tipica dei bambini che respirano con la bocca, detta tecnicamente “facies adenoidea”, a sottolineare che spesso sono le adenoidi ingrossate che causano l’impossibilità di respirare correttamente dal naso e quindi obbligano a quell’espressione che i medici attenti riconoscono immediatamente. La bocca è semiaperta con il labbro superiore sollevato, il naso affilato, spesso sono presenti delle occhiaie scure e l’aspetto  generale e’ indolente e distratto. Le cause della respirazione orale sono molteplici, tanto da far parlare di una vera e propria “Sindrome da disadattamento psico-neuro -endocrino-immunitario”. In effetti anche a livello dell’attenzione, una minor ossigenazione del sangue, non  liberato completamente dall’anidride carbonica e  perciò ossigenato poco a causa di una respirazione non corretta, può provocare proprio sonnolenza, rallentamento delle facoltà intellettive, calo dell’attenzione o difficoltà di memorizzazione. Purtroppo respirare in questo modo provoca danni a livello di molti altri distretti, a cominciare dalle labbra, spesso prive di tono e secche, dai muscoli periorali,dalla lingua. Le riniti ricorrenti con o senza patologie tonsillari o adenoidee provocano  spesso anche il fenomeno del russamento, altro elemento che ci deve far sospettare qualcosa. Tutti questi fenomeni si trasmettono inesorabilmente con un circolo vizioso al distretto osseo del cranio e alla postura cervicale e del rachide in toto. La deglutizione, della quale abbiamo parlato in un precedente post, diventa per forza di cose “atipica”, con la lingua che si interpone tra le arcate per poter ottenere quel sigillo che labbra e denti non riescono più a garantire, e i denti presentano una mal occlusione tipica detta “morso aperto”.
Se poi tutto e’ accompagnato da una suzione prolungata del dito o di un ciuccio,il gioco e’ fatto!!! . In realtà la respirazione orale può essere una causa, una concausa o una conseguenza della deglutizione atipica. Certo e’ che spesso si instaura un circolo vizioso tra le due abitudini, dove una alimenta l’altra e viceversa. Il punto di  partenza può essere anche la suzione stessa  che a sua volta deforma il palato , provocando un morso aperto anteriore, che  può favorire la respirazione orale e la deglutizione atipica, alimentando l’ormai famoso circolo vizioso.
Il palato, per potersi espandere in senso trasversale necessita della spinta linguale,che se invece manca  favorisce la presenza di un palato stretto e alto. Inoltre, respirare a bocca aperta, rende ipertrofici i muscoli delle guance, che impediscono a loro volta l’espansione  fisiologica del palato,concorrendo all’ormai famoso circuito vizioso.  Tutto ciò comporta in ultima analisi dei disordini di tipo ortodontico, e  i denti dei nostri figli crescono storti in una struttura ossea deformata!!!
La permanenza di funzioni motorie orali infantili oltre la giusta età di sviluppo influisce quindi  negativamente sulla corretta evoluzione muscolo-scheletrica del massiccio facciale, sulla postura generale e sulle abilità articolatorie del linguaggio. Non bisogna infatti dimenticare i difetti di pronuncia  anche importanti che un morso aperto può provocare.
Solitamente  a questo punto ai genitori viene proposto un intervento di tipo ortodontico, cioe’ un apparecchio fisso o mobile. Raramente, solo i presenza di gravi difetti di pronuncia viene indicato un intervento di logopedia. Oppure addirittura si dice di aspettare alla fine della crescita per “vedere cosa succede”…….
Aspettare, lasciando che lo scheletro della faccia non abbia più la plasticità e la capacità di modificarsi  che perde quando lo stimolo alla crescita finisce, significa condannare nostro figlio ad interventi ortodontici lunghi e spesso non risolutivi,se non comprendenti  addirittura la chirurgia!
Anche intervenire precocemente solo  sull’effetto di questo circolo vizioso non e’ sensato. Una volta rimosso l’apparecchio,senza aver curato le cause, il quadro dentale e muscolare tornerà inesorabilmente patologico e disfunzionale come prima , con l’aggravante di aver speso tempo, energia e….soldi…
Ma allora quale e’ la strategia giusta da seguire? E’ semplicemente quella di cominciare, il più precocemente possibile a ripristinare le funzioni corrette.
In testa a tutte la respirazione. Il respiro è la vita. La respirazione avviene dal naso perchè l’aria si umidifica, si purifica ed entra più lentamente e i polmoni si riempiono meglio e anche gli scambi tra gli alveoli avvengono in modo efficiente.
La domanda giusta da porsi a questo proposito è: perche’ mio figlio respira con la bocca? Perchè soffre di riniti croniche? Perchè ha le adenoidi  e/o le tonsille ingrossate?
Ci possono essere numerose risposte, ed e’ da queste che e’ giusto e corretto partire.
Spesso le cause risiedono nelle allergie o nelle intolleranze, così diffuse oggi tra i nostri figli. Bisogna in questo caso, appurare quale sia l’allergia o l’intolleranza e curarla. Oppure,se si tratta di una abitudine viziata come il protrarsi del succhiamento di pollice o ciuccio, va preso seriamente in considerazione! Io prediligo la terapia con metodi e presidi naturali, ma a volte può essere necessaria, dopo aver provato interventi più dolci, anche l’intervento chirurgico di eliminazione delle adenoidi! Un otorino esperto e aperto  alle diverse opzioni che oggi la medicina ci fornisce, può dare l’indicazione terapeutica più corretta.
Una volta liberata la via respiratoria e’ necessario rieducare l’area del naso e della faringe con esercizi appositi. E’ importante motivare figli e genitori all’esecuzione di questi esercizi di riappropriazione delle funzioni fisiologiche, non solo della respirazione, ma anche poi della deglutizione e della fonazione. Si tratta di una generale rieducazione funzionale del cavo orale (RFCO).
Ci si può in questa fase avvalere di apparecchi ortodontici mio funzionali  o comunque meno invasivi di quelli che si sarebbero usati una volta terminata la crescita ossea!
L’atto medico più importante resta  il ripristino delle funzioni, che la natura ha  peraltro predisposto in modo perfetto affinché  il nostro corpo  cresca in modo armonioso , naturale ….e bello!
A cura della Dott.ssa Veronica Vismara, Odontoiatra, esperta di rieducazione funzionale del cavo orale e di occlusione

venerdì 5 aprile 2013

LETTO ARMONICO al MILANO MUSIC MAKERS


Ho il piacere di segnalarVi la manifestazione di Milano Makers www.milanomakers.com
 che si terrà presso La Fabbrica del Vapore in Via Procaccini 4 a Milano dal 9.Aprile al 14.aprile.2013 (h 11.00 - 20.00) in occasione del Salone del Mobile. Conferenza stampa: 8.aprile h 12.30. Opening: 8.aprile h18.30.
Si tratta di una vetrina (anche online) dedicata agli autoproduttori che operano in vari settori come: design, musica, ceramica, editoria, ecc.
NEL CONTESTO DEDICATO ALLA MUSICA SARO' PRESENTE CON IL LETTINO ARMONICO COME MUSICISTA E IN RAPPRESENTANZA DEI COSTRUTTORI Alberto Colzani e Luca Vismara

In questa sezione sono elencati i costruttori e i musicisti presenti:
http://www.milanomakers.com/mm/2013/03/31/m-m-m-milano-makers-music-4

 Io saro' presente MARTEDI 9 ORE 21 circa,dove faro' una performance utilizzando il letto armonico, e a disposizione per provarlo o per spiegazioni sul suo utilizzo nei giorni:
MERCOLEDI' 10 dopo le ore 16.30
VENERDI 12 dopo le ore 16
SABATO 13,nel pomeriggio dopo le 15.30
DOMENICA 14 nel pomeriggio dopo le 14.30


LETTO ARMONICO 432 HZ: Un “reset” psico-emozionale

A cura della Dr.ssa Veronica Vismara 

Il letto armonico è un nuovo strumento musicale creato con finalità terapeutiche. Ha una cassa di risonanza che permette la trasmissione delle vibrazioni di 68 corde poste sotto la sua base, che vengono suonate dal terapeuta.  Attraverso queste vibrazioni il corpo umano riceve una stimolazione sul piano sia fisico che mentale: le vibrazioni infatti rilassano e massaggiano il corpo “dall’interno”, provocando una effetto riequilibratore delle molecole d’acqua contenute nel nostro organismo (ricordiamo che siamo fatti all’80% di acqua). E creando, come conseguenza, uno stato di quiete e di pace in chi lo sperimenta. Parliamo di un vero e proprio stato di “reset” neuro fisiologico, che si rivela benefico in tutti i casi di stress, ansia, stanchezza cronica, insonnia. E’ stato usato con successo per “cullare dall’interno” i bambini durante la  gravidanza. Ed è utilizzato in molti reparti di neurologia, a Zurigo, per trattare pazienti con ictus, o con gravi traumi con conseguenti deficit neurologici.

L’accordatura scelta per questo strumento è il LA a 432 hertz (anziché il consueto LA a 440 hertz, cioè il diapason ufficiale): ovvero viene usata la cosiddetta “intonazione naturale”, cioè quella più vicina alla frequenza con cui funzionano i nostri emisferi cerebrali quando lavorano in sincrono. Cosa che ha profondi effetti sia sul nostro stato di coscienza che sull’attività cellulare del nostro corpo (per approfondire www.holonmusic.com).  In questo modo il letto armonico crea un massaggio sonoro che genera una dolce “accordatura” del nostro organismo con le frequenze universali naturali.

Del resto la Medicina Tradizionale Cinese (MTC) conosce e usa da migliaia di anni la musica come strumento terapeutico, al fine di regolare il funzionamento dei vari organi e ripristinarne l'equilibrio biologico. Secondo la teoria dei 5 elementi (terra, metallo, legno, fuoco, acqua) ogni “loggia energetica” del nostro corpo ha delle corrispondenze ben precise con le stagioni, con una  coppia  organo-viscere, con un colore, con un’emozione, una articolazione, un gruppo di denti, e così via. E anche con precise note musicali.
Le note corrispondenti alle diverse logge energetiche e quindi alle diverse coppie organo-viscere  sono le seguenti:

ELEMENTO            COPPIA ORG/VISCERE            EMOZIONE/STATO INTERNO          ALTEZZA NOTA
Terra                        Stomaco-milza-pancreas      Ossessione, pensieri ricorrenti         D (re)
Metallo                   Polmone-intestino crasso    Tristezza                                                 E (mi)
Legno                      Fegato-vescica biliare            Ira, Rabbia                                             F (fa)
Fuoco                      Cuore-intestino tenue           Gioia, alti e bassi emotivi                  A (la)
Acqua                      Rene-vescica                           Paura                                                      B (si)


Risulta chiaro che suonando una certa nota con il letto armonico, lavoreremo per la stimolazione e riequilibrio di una certa loggia energetica (e il corrispondente organo-viscere). Ma non basta. Il questo caso il terapeuta oltre a suonare, canta le note corrispondenti: cioè, mentre pizzica le corde del letto armonico, intona la nota o una melodia che vibra attorno alla nota principale, che corrisponde all’organo-viscere che si vuole rivitalizzare o stimolare. Rafforzando così l’effetto terapeutico.
In sintesi,  il letto armonico risulta un’esperienza di grande suggestione per chi la riceve, che spesso consente di accedere e sperimentare stati di coscienza modificata. Oltre ad essere un modo “dolce” ed efficace d’influenzare positivamente il proprio stato di salute.

Il letto armonico è costruito da  Alberto Colzani  e Luca Vismara http://www.colzaniharpsichords.com/

Curriculum Dr.ssa Veronica Vismara
Nata a Monza nel  1962, la dottoressa Veronica Vismara integra attività medica, attività terapeutica,  e un originale lavoro di ricerca musicale.

FORMAZIONE SCIENTIFICA
Laureata in Odontoiatria presso l' Università degli studi di Milano nel 1987.
Specializzata in Omotossicologia e in Elettroagopuntura secondo Voll (EAV), ha approfondito i suoi studi in gnatologia  e relazione tra occlusione e postura.
Trainer e Counsellor  in PNL (Programmazione Neuro Linguistica) presso l' Istituto Italiano di Programmazione Neuro Linguistica  ( IIPNL) di Milano nel 1997.
Diplomata in Master in  Ipnosi Eriksoniana dal corso biennale presso l' IIPNL  di Milano nel 2011.
Diplomata al Corso Intensivo-pratico di Ipnosi terapia nel 2009 presso  il Centro Ambulatoriale di Medicina Psicosomatica dell’Ospedale S. Carlo di Milano Borromeo.
Dopo aver seguito  la formazione secondo il “ Metodo Bertele’”della Dr.ssa Laura Bertelè ha ideato un metodo di “Rieducazione funzionale del cavo orale” (RFCO).  
Pratica  la libera professione presso il suo studio di Milano occupandosi prevalentemente di Medicina Naturale applicata all' Odontoiatra, di gnatologia e di relazione tra occlusione e postura, e delle problematiche psicosomatiche legate al cavo orale.
Pratica la professione di councellor e ipnoterapeuta presso il suo studio di Monza.
Ha tenuto corsi di comunicazione  e relazione medico-paziente secondo il modello Pnl, corsi sull’uso della voce, corsi di Ipnosi Ericksoniana per l’IIPNL  di Milano.

FORMAZIONE ARTISTICA                                           
Proviene da studi classici: chitarra, corali sacre e musica da camera.
Frequenta per 3 anni la scuola civica di Jazz di Milano  studia poi  canto e vocalità Jazz con Danila Satragno, con il metodo vocal care(www.vocalcare.it)
Nel 2005 esce il suo album di esordio come cantante jazz “Soul Mates” nel quale scrive le liriche su brani di jazzisti italiani. Ospiti del progetto Dado Moroni, Giovanni Falzone, Gianni Cazzola.
Dal 2006 si dedica alla ricerca vocale esplorando il mondo del canto armonico.
Nel 2009 esce il cd “A Fior di Pelle” promosso dal festival della poesia di Genova, dove canta le liriche della poetessa Francesca Valente, con musiche di Francesco Aroni Vigone e Giuliano Palmieri(www.poesiefuoribordo.it)
Nel settembre 2009 è pubblicato il suo libro “Suoni dell’Anima, l’essenza nascosta della voce” edito da Minerva, Bologna.
Nel 2011 registra il cd “Shakti, la grande madre” per il quale ha scritto le liriche, musicate in seguito dal compositore Antonio Giacometti (www.a-giacometti.it/) Un concept-album che ha come tema il femminino sacro e il culto della Grande Madre.
Nel 2013 è autrice del progetto “Canzoni a Contatto” dove canta le liriche del poeta Dome Bulfaro,  (www.poesiapresente.it/) tratte dal  libro “Ossa e carne”, musicate dal sassofonista Francesco Aroni Vigone. Ospiti del progetto Filippo Monico e Silvia Bolognesi.

Contatti
cell: 349/2339799
studio: Via Clementi 5 Monza





martedì 12 marzo 2013

Suonare e cantare gli organi


LETTO ARMONICO 432 HZ: un “reset” psico-emozionale

 Presso lo studio di via Clementi 5 a Monza  e’ disponibile un nuovo strumento terapeutico, il letto armonico. Il letto armonico ha una cassa di risonanza che permette la trasmissione delle vibrazioni delle 60 corde poste sotto la sua base, che vengono suonate dal terapeuta.  Attraverso le sue vibrazioni effettua una stimolazione su diversi piani: fisico e mentale, rilassando e massaggiando il corpo dall’”interno”, provocando una vibrazione intensa e riequilibratrice delle molecole d’acqua contenute nel nostro organismo creando  uno stato di quiete e di pace. Questo stato , gia’ efficace di per se stesso, puo’ essere altresi’ utilizzato per favorire lo stato di trance all’interno del quale le suggestioni positive vengono  facilmente accettate e integrate.Questo stato di “reset” neuro fisiologico e’ utile in tutti i casi di stress, ansia,stanchezza cronica,insonnia, per “cullare” dall’interno il bambino in gravidanza,ed e’ utilizzato in molti reparti di neurologia in ospedali del nord europa  per trattare i pazienti che hanno avuto un  ictus o che hanno avuto traumi gravi con conseguenti deficit neurologici.
Il letto armonico ha 68 corde, la maggior parte delle quali e’ accordata in C(do), e alcune in G(sol), dando origine cosi’ ad un intervallo di quinta. Il terapeuta puo’ quindi,mentre suona il lettino, intonare la nota o una melodia che vibri attorno alla nota corrispondente all’organo/viscere che si vuole rivitalizzare o stimolare.
L’accordatura scelta e’ il  LA a  432Hz ,che vibra sui principi della sezione aurea PHI e unifica le proprietà della luce, tempo, spazio, materia, della gravità e del magnetismo con la biologia, il codice del DNA e della coscienza.
432Hz, l’intonazione naturale, ha profondi effetti sulla coscienza anche a livello cellulare nel nostro corpo.
Accordando gli strumenti musicali e usando il diapason a 432 hertz, invece di 440 hertz, il diapason ufficiale, gli atomi e il DNA cominciano a risuonare in armonia con la spirale PHI della natura.
Questo e' possibile grazie alla Medicina Tradizionale Cinese(MTC)  e alla teoria dei 5 elementi (terra,metallo,legno,fuoco,acqua),secondo la quale ogni loggia energetica ha delle corrispondenze ben precise per quanto riguarda le stagioni, una  coppia  organo/viscere, un colore, un emozione, una articolazione, un gruppo di denti, ecc. Tra tutte queste corrispondenze ne esistono anche con le note musicali.


“Nella Cina antica la musica era considerata l’immagine dell’ordine universale. La musica e’ interpretata come l’armonia del cielo(principio yang, maschile) e della terra(principio yin, femminile) e appartiene a regni spirituali piu’ elevati.La natura ciclica dell’universo e l’interazione yin/yang stanno alla base della teoria musicale cinese.Gia’ nel terzo secolo a.c. la musica veniva messa in relazione con l’ordine universale ed esisteva una teoria che disponeva le note in una scala calcolata aritmeticamente sulla base dell’altezza fondamentale di un flauto,in accordo con le forse dell’universo.La storia cinese narra che uno dei primi ordini impartiti  da un nuovo imperatore era la convocazione di musicisti e astronomi per ricalcolare l’altezza ( la nota) dei flauti imperiali in modo che tutta la musica eseguita durante il suo regno fosse in accordo con gli elementi della natura,, della terra e dei cieli, e che quindi garantisse la pace e l’armonia. Si riteneva infatti che il suono avesse il potere di influenzare gli animi, nel bene e nel male.. In questo contesto l’udito veniva quindi considerato strumento di perfezione e mezzo piu’ rapido di illuminazione.”(Musica per guarire,Randall Mc Clellan  ed Muzzio)
Nella numerologia tradizionale cinese DUE e’ la terra (yin) e TRE e’ il cielo(yang),e l’intervallo di QUINTA e’ percio’ quello che combina perfettamente Terra e Cielo, yin e yang.
 Le note corrispondenti alle diverse logge energetiche e quindi alle diverse coppie organo/viscere ,alla diversa emozione ,ecc, restano,traducendo il nome cinese ,le seguenti:

ELEMENTO            COPPIA ORG/VISCERE         EMOZIONE/STATO INTERNO         ALTEZZA NOTA
Terra                        Stomaco/milza/pancreas          Ossessione,pensieri ricorrenti       D(re)
Metallo                     Polmone/intestino crasso       Tristezza                                               E(mi)
Legno                       Fegato/vescica biliare               Ira, Rabbia                                             F(fa)
Fuoco                       Cuore/intestino tenue              Gioia,alti e bassi emotivi                   A(la)
Acqua                       Rene/vescica                              Paura                                                     B(si)

Considerando ciascuna altezza come un tono nuovo,si ottengono i 5 modi  musicali principali,ognuno dei quali  corrisponde ad una delle 5 stagioni (Centro, Autunno, Primavera, Estate, Inverno).
Esistevano ,come si puo’ intuire quindi melodie per ogni stagione  e per ogni mese dell’anno
Questi cinque modi (Kung, Shang, Chio, Chin e Yu) della musica antica Cinese aiutano a portare una maggior efficienza al funzionamento degli organi. Questi facilitano la circolazione regolare del "Qi" ovvero della "Forza vitale" nel corpo. Le frequenze risonanti dei cinque toni stimolano il flusso e la circolazione del "Qi" nelle varie parti del corpo corrispondenti a quella loggia energetica.
Composizioni che fanno uso dei cinque toni sono disponibili sul mercato anche oggi e le case discografiche che producono questa musica puntano molto sugli aspetti benefici di questo tipo di musica. Un'intera industria è scaturita da questa filosofia. Gli antichi Cinesi ci insegnano quindi che la musica può essere utilizzata per intervenire direttamente sul corpo per aiutare a regolare il funzionamento dei vari organi e ripristinare l'equilibrio biologico.



mercoledì 12 dicembre 2012

Seminario dal titolo: Suoni dell'Anima, l'essenza nascosta della voce


PNL META presenta il seminario:SUONI DELL'ANIMA L'essenza nascosta della voce
                                                                                                             
                                                                                                      Milano: 26-27 gennaio 2013
          
Utilizzando il modello PNL e tecniche vocali specifiche i partecipanti a questo seminario esperienziale esploreranno “l’essenza nascosta delle voce” dal punto di vista fisico, creativo ed emozionale,attivando in questo modo le proprie potenzialità  comunicative, grazie ad un lavoro intenso e profondo  sul “gesto vocale”.
E’ rivolto a professionisti della comunicazione in genere, insegnanti,oratori/formatori, medici e operatori sanitari, operatori di call center, e a coloro che, attraverso la voce, vogliono comunicare in modo efficace.
Trovare la propria tessitura vocale, nella quale la nostra voce e’ più a suo agio, facendola  diventare 
perciò un veicolo più efficace.
Superare convinzioni limitanti su di sé e sulla propria voce, permettendone così una manifestazione 
più autentica e congruente.
Migliorare l’emissione vocale adeguandola ai diversi contesti di utilizzo.
Favorire un uso della voce come mezzo espressivo del proprio Sé autentico e profondo.  

Docente:  Veronica Vismara
Trainer, Counselor PNL, esperta di Ipnosi Ericksoniana, tiene seminari e sessioni individuali dedicati 
all’uso della voce

Modalità di iscrizione al corso
Invio scheda iscrizione: fax allo 02 89 40 40 65,  e-mail —> info@pnlmeta.it 
Unitamente al pagamento del 50% del costo del seminario (per convalidare l’iscrizione), il restante 
50% entro 10 gg dalla data di inizio.
In caso di disdetta, la somma versata verrà restituita solo se comunicato max 8 gg prima dell’inizio del corso.

Altre info sul sito www.iipnl.it

venerdì 11 novembre 2011

Partire dalle parole.......non dette, Il rapporto medico-paziente in odontoiatria

Intervista sul bollettino dell'ordine dei medici n.3/2011 di Tiziana Azzani

Dopo la laurea in odontoiatria VeronicaVismara, si specializzain Omotossicologia e discipline integrate, frequenta numerosi corsi in Kinesiologia Applicata, si diploma Trainer e Counselor in Programmazione
Neuro Linguistica (PNL),e ottiene il Master Advanced in Ipnosi Eriksoniana.
È coautrice con Lorenzo Pierobon del libro “Suoni dell’anima, l’essenza nascosta della voce” (ed. Minerva), è cantante jazz (ha inciso tre CD), pratica il canto armonico e scrive liriche. Un profilo con tante sfaccettature che ruotano tutte, come in un caleidoscopio dalle mille forme colorate, attorno al paziente, alla necessità profonda di metterlo al centro della suo stato di salute e di una relazione profonda e autentica che richiede nuove competenze al medico; non solo tecnica, ma anche comunicazione.

In che modo la comunicazione è un requisito importante per l’odontoiatra moderno?

La comunicazione, non solo verbale, ma anche paraverbale, cioè attraverso l’uso della voce, e non verbale, tramite il corpo, è il primo passo per una relazione efficace tra medico e paziente, relazione che in ambito odontoiatrico può durare anche molto a lungo. È un privilegio che abbiamo noi odontoiatri rispetto ad altri colleghi medici con altre specializzazioni. Non di rado ci capita infatti di incontrare un paziente quando
è bambino; se siamo capaci di costruire un legame autentico, allora è probabile che lo seguiremo per tutta la vita e con lui anche la famiglia che lo circonda.
Per poter comunicare è necessario prima di tutto saper ascoltare. È fondamentale imparare a comprendere
il linguaggio del corpo, la gestualità, le sfumature della voce, per capire veramente quello che le persone ci
stanno chiedendo. Le persone spesso non avanzano richieste verbali esplicite, a volte non hanno le idee chiare e quindi sta a noi, aiutarle a definire i loro obiettivi. Solo se individuiamo questi aspetti, riusciamo a rispondere ai loro reali bisogni.
Pensiamo ad esempio a una prima visita. Io mi occupo soprattutto di gnatologia e spesso i pazienti giungono
nel mio studio già informati, dopo aver consultato altri colleghi. A differenza di quanto possa sembrare, non è
assolutamente il prezzo che guida la loro scelta ma la fiducia che sentono di poter riporre nel medico che si
trovano di fronte. E soprattutto al primo incontro non è solo la mia competenza quella che emerge, ma la possibilità di sentirsi accolti, capiti e soprattutto di potersi fidare. Solitamente il paziente intuisce e successivamente apprezza la mia capacità di ascolto, la mia chiarezza e la mia autenticità. Le persone
capiscono istintivamente se crediamo in quello che stiamo dicendo. È allora fondamentale imparare a essere
congruenti: congruenza tra quello che si dice verbalmente e quello che si comunica con il corpo, con i gesti, con la voce. Nei livelli più alti della gerarchia dei miei valori ci sono l’autenticità, l’equità e la congruenza e proprio per questo è difficile che un paziente non segua un mio consiglio, perché sa che quello che gli sto proponendo è la cosa migliore per lui.

Dove ha imparato e affinato le tecniche di ascolto e di comunicazione?

Lo studio dei processi comunicativi secondo il modello PNL (Programmazione Neuro Linguistica) mi ha insegnato a leggere i messaggi non consapevoli inviati della persona, verbali e non verbali e ad avere i sensi
molto vigili e recettivi per riuscire a capirla e nello stesso tempo rimandarle un messaggio coerente e in linea
con il suo modello comunicativo. Mi ha aiutato in pratica a leggere l’esperienza interna dei miei pazienti
attraverso i processi di cambiamento comportamentali. Ogni comportamento è comunicazione, anche il silenzio è comunicazione. Un soggetto che sta zitto mi comunica infatti la sua decisione di non parlare. Ogni comportamento inteso come linguaggio, movimenti oculari, variazioni della respirazione, della voce,  cambiamenti del colore della pelle- è la risultante di una serie di processi neurologici interni e pertanto
fornisce informazioni sui processi stessi. L’arrossamento del viso di un soggetto in conseguenza di un avvenimento ci indica la reazione del soggetto in relazione a quel tipo di situazione.
L’insorgenza di una fobia, ad esempio l’odontofobia, può esprimere un trauma avvenuto in un particolare contesto e la reazione fobica non è altro che il tentativo da parte dell’individuo di non ritrovarsi nella stessa situazione.

Nella comunicazione oltre al corpo anche la voce ha un ruolo fondamentale.

La voce non comunica solo concetti, ma con i suoi diversi toni e sfumature esprime le emozioni. È da tempo che studio l’uso e il ruolo della voce nei diversi contesti; la mia passione per il canto (dopo l’odontoiatria, il canto è la mia seconda passione) mi ha portato a coltivare un uso della voce anche dal punto di vista artistico e a toccare con mano l’importanza dell’intenzione che una persona mette nelle parole che dice sia quando vuole comunicare una prestazione clinica sia durante una performance artistica. La voce, attraverso tutti i parametri che possono variare, è una leva importante che uso nella comunicazione con i miei pazienti,
anche con i più piccoli.

Quale comunicazione con i più piccoli?

Con i bambini cerco una relazione intima, lasciando “fuori” i genitori. Con i genitori parlo a parte, ma quando
il piccolo è in poltrona io sono lì solo per lui, per sostenerlo, per accoglierlo.Non è difficile diventare complici, basta parlare il suo linguaggio. Per ottenere la sua fiducia bisogna sostenerlo e fargli capire che gli crediamo. In PNL si parla di “ricalco” del mondo del paziente. Se mi dice che sente male, inutile sminuire la cosa dicendo che non è possibile, magari deridendolo, perché così significa prenderlo in giro e allontanare la sua fiducia. Bisogna piuttosto accogliere quello che comunica e rispondere con dolcezza: “So che stai sentendo fastidio o dolore, hai ragione, ma tra un istante non sentirai più nulla e potremo lavorare tranquilli”. È
molto utile con i bambini utilizzare un linguaggio vago e ipnotico, mostrandosi curiosi sui loro film o cartoni preferiti ed evocando immagini in modo da spostare la loro attenzione. Hanno un inconscio molto produttivo e ricco e, se invitati, fantasticano volentieri.

L’uso della voce cantata o parlata ha anche un ruolo terapeutico. In che modo?

L’uso della voce rientra in un percorso di rieducazione funzionale del cavo orale (RFCO) per la cura delle persone che presentano abitudini viziate -morsicatura del labbro o di oggetti, onicofagia, tic nervosi, serramento e bruxismo- spesso associate ad alterazioni dell’occlusione, deglutizione atipica e respirazione orale a loro volta correlate, secondo Laura Bertelè, e secondo uno studio condotto con lei e Antonio Busato su 120 pazienti, alla presenza di scoliosi. In questi soggetti, la terapia ortodontica, anche se apparentemente può sembrare la soluzione più appropriata, è in realtà spesso da evitare almeno fino al completamento della fase evolutiva di crescita. Ovviamente non si può essere categorici con decisioni simili, ma il soggetto, qualora l’ortodonzia sia inevitabile, va seguito e monitorato di volta in volta con molta attenzione. È sempre auspicabile invece identificare un intervento finalizzato innanzitutto all’elaborazione di strategie e
comportamenti che permettano l’eliminazione delle abitudini viziate, e in secondo luogo dedicato ad
esercizi specifici per ripristinare le corrette funzioni, tra cui respirazione, deglutizione e fonazione.
Questo ovviamente vale anche per i pazienti non portatori di scoliosi, ed equivale metaforicamente a togliere
il piede dal freno prima di schiacciare l’acceleratore!
 Tornando alla voce, essa si sviluppa parallelamente alla verticalizzazione del bambino e una buona emissione vocale accompagnata da un atto fonatorio corretto aiuta a rilassare i muscoli periorali, oltre che
aggiungere una componente ludica dell’uso dello strumento primordiale che ognuno di noi ha sempre a
disposizione.